domenica 14 giugno 2020

COME STIAMO | Kit di pronta emergenza da portare con sé in caso di improvvisa ripartenza del sistema arte e spettacolo in era post-pandemica



Descrizione Immagine: al centro dell'immagine appare la parola NO scritta maiuscola in nero. Sullo sfondo diverse sfumature di azzurro, verde e lilla in tinte pastello.


Come stiamo? Bene, no.
Lunedì 15 giugno i teatri e i centri per l’arte dal vivo riaprono. A tutti i costi? A quale costo?  Ripartire, ma come? A dire la verità, non ci siamo mai veramente fermat_ nel produrre materiali artistici – a volte d’intrattenimento, a volte di approfondimento, a volte per puro piacere narcisista –, sempre in 2D. Ora che il carbone tornerà a bruciare nella locomotiva e tutto riprenderà come prima, posso immaginare che: alcun_ saranno sedut_ in prima classe, altr_ in seconda e altr_ ancora a inseguire il treno di corsa.

Se prima di 100 lavoravano in 10, ora saremo ancora meno: chi è da sol_ in scena? Chi ha formati “più snelli”? Chi è un nome? Di certo chi riuscirà ad adattare i lavori. E tutto il resto? Senza nuovi finanziamenti pubblici e senza misure di reddito, che cosa accadrà?


Allora bene, no: al lavoro a tutti i costi, al fare senza condizioni. Vorrei dire no se altr_ non hanno alcuna scelta, se tant_ non sono neanche interpellat_. Vorrei dire no ma non vorrei essere sol_. 

Il virus è corpo mescolato a corpi altri, umani e non umani – mi insegna che parlare in termini corporativi non serve a niente: il lavoro artistico non è un’eccezione, non è migliore di altri, non si merita di più. Preferirei non avere diritti e riconoscimenti che si fondano su criteri escludenti – non vogliamo albi professionali né categorie settoriali.

La pandemia ha scatenato la più visibile crisi della cura mai verificata e – d’improvviso – tutti i lavori di riproduzione sono diventati indispensabili: chi cura i corpi dell_ altr_, chi si prende cura del corpo dell’altr_, chi consegna il cibo, nelle case, in bici, nei supermercati, nei magazzini, chi insegna a scuola, chi si occupa di bambine e bambini, chi scrive, chi svolge il lavoro domestico, il lavoro invisibile, il lavoro sociale, il lavoro sessuale, il lavoro relazionale.

Il “mondo dell’arte” non è un altro mondo.

Non è un mondo a parte, stando “a parte” non capiremo nulla, non otterremo nulla. Tu che fai per vivere? Solo l’artista? Lavoro come interprete, creo progetti miei, conduco seminari e laboratori, faccio progetti nelle scuole e didattica diffusa, faccio traduzioni, scrivo, lavoro al bar, al ristorante, nei catering, faccio musica, grafica, l_ camerier_, babysitter, ricerca all’università, l_ tecnic_ luci. Faccio l’artista, anche. È tempo forse di riunire i mondi? È tempo di un’ecologia politica femminista dell’arte: l’economia di chi fa arte è un’economia composita. Invece di nasconderlo, potrebbe essere l’inizio per costruire alleanze tra ecosistemi.


Vorrei che i soldi delle residenze e delle produzioni, dei bandi e dei circuiti venissero investiti per permetterci di fare ricerca, perché questo tempo non lo conosciamo e se non lo attraversiamo e pratichiamo saremo sempre più lontan_ dal resto del mondo. Vorrei che questo tempo venisse usato per permettere a tutto il comparto tecnico di studiare e aggiornarsi sotto compenso. I ritmi della produzione artistica sono lunghi (possono voler essere lunghi), che il mercato rispetti questi tempi senza imporre i suoi. Visto che stiamo modificando i teatri, staccando sedie e compiendo costosissime disinfestazioni, perchè non usare questo tempo per mettere finalmente i teatri a norma secondo le regole di sicurezza e accessibilità per poi poter accogliere tutt_ lavorator_? 

Vorrei che la ripartenza venisse pensata non sulla prestazione dei corpi più prestanti ma su quella di chi, nel fisico o nel cuore, necessita di altri ritmi e altre cautele. Nella pandemia e nella postpandemia non siamo tutt_ espost_ e vulnerabili allo stesso modo e nella stessa misura, asimmetrie e diseguaglianze diventano anzi più forti: donne, persone trans, non binarie, non bianche, razzializzate, disabili, malate non sono espost_ allo stesso modo di altri soggetti. 

Vorrei anche che non si pensasse solo al pubblico atletico ma anche a quello che, ad oggi, non può uscire di casa e non potrà nemmeno dopo il 15 giugno. Per chi facciamo spettacolo? Vogliamo veramente che solo persone privilegiate possano fruire delle nostre opere? 
E a proposito di privilegi, non posso ignorare la mancanza di accesso, inclusione e relazione con lavoratori/trici dello spettacolo ner_ e razzializzat_ nel teatro, nella danza e nelle arti dal vivo in Italia. L’arte non è un campo innocente nemmeno in termini di razzismo e di privilegio bianco. Di questo continuerò a parlare.


Sempre, ma da ora in poi a maggior ragione, preferirei che non venisse data per scontata la mia disponibilità, il mio tempo, le mie economie, il mio posizionamento etico-politico, le mie condizioni di salute, senza preoccuparsi di chiedere prima. Preferirei non essere coinvolt_ in progetti con il sottile ricatto di un'emergenza (ti prego non so come fare, scusami è successo all'improvviso, se dici no mi lasci nella merda) senza lasciarmi spazio di libera scelta. Preferirei non compilare una domanda di partecipazione a un bando “compatibile con il contesto dettato dalle condizioni di emergenza Covid-19”, che tanto qualcosa ci inventiamo e quell’idea che avevamo magari un’altra volta. 

Preferirei quest’anno fare solo ricerca e prove. I teatri, i festival, gli spazi di ricerca, di produzione e di residenza, le istituzioni culturali di prossimità – formali e informali – potranno farsi carico di tutto questo? Potranno farsi carico di tutte e di ciascun_? Potranno farsi carico di tutta la filiera, di tutte le disuguaglianze, degli spettacoli interrotti, di quelli saltati, di quelli mai provati ma programmati, delle maternità non tutelate in post-pandemia, dei nostri affitti non pagati, dell’incertezza del futuro, dei corpi più fragili e più esposti, dei soggetti più vulnerabili e marginalizzati, delle compagnie più periferiche? 


Servono misure di reddito, serve aprire, spostare e allargare per tutt_ e per ciascun_ i confini di un welfare troppo stretto. Servono pratiche di mutualismo perché la precarietà, l’intermittenza e il ricatto saranno sempre più violenti ed escludenti nella crisi post-pandemica. Vogliamo arte e cultura pubbliche. Vogliamo il diritto al reddito per tutto il lavoro non pagato che stiamo già svolgendo, che abbiamo sempre fatto: non siamo in debito, non lo siamo mai stat_. 


E quindi ripartire a tutti i costi e fare finta che non sia successo niente? 



Bene, no. Preferirei di no.


Il Campo Innocente

giovedì 9 gennaio 2020

Lettera aperta: "Nessun* tocchi il Fallo/Fabre. Alcune note su violenza, sessismo e lavoro artistico"

L’arte non è un campo innocente.
Nel settembre 2018, il coreografo Jan Fabre è stato pubblicamente accusato da 20 sue/suoi ex collaboratrici/tori della Compagnia Troubleyn di usare un comportamento ricattatorio e violento, con gradienti di intensità diversi, non di rado sfociati in abusi sessuali, molestie, meccanismi di ricatto, e sempre rivolti verso donne. In Belgio, paese che finanzia diffusamente la ricerca e le arti live, si è aperta una discussione anche sul sistema produttivo complessivo e sul sessismo circolante. In Italia, invece, si è colta l’occasione – nonostante la difficile situazione del mondo artistico – per produrre Fabre, farlo circuitare e infine consacrarlo assegnando un premio UBU al protagonista di un suo lavoro (non discutendo il merito dell’attore, notiamo che sarebbe stato possibile premiarlo attraverso altri lavori con cui è stato in scena quest’anno). Diversi critici teatrali (maschi, bianchi, cisgender) hanno speso fior di energie per difendere il coreografo a priori e spiegare con una certa aggressività che chi solleva la questione assume un atteggiamento di censura.
In Belgio, le/i danzatrici/performer che sono arrivat* a denunciare, l’hanno fatto costruendo un percorso collettivo, che non ha fatto del caso di Troubleyn un’eccezione, ma ha messo in relazione le molestie sessuali con i salari bassi, con il sessismo e con l’abuso di potere nei luoghi di produzione. Una visione sistemica che condividiamo.
Ci interessa – come performer, lavoratori/trici dell’arte, artist* posizionati politicamente – prendere parola su questo caso per affrontare alcune questioni che segnano il nostro fare e il nostro sistema di relazioni. Innanzitutto, il nesso tra violenza, sessismo e precarietà lavorativa. In Italia, la mancanza di welfare per le/i lavoratori/trici dello spettacolo aggrava una situazione sempre più difficile, in cui vengono tagliati fondi ai festival, ai teatri, alle compagnie e alle/gli artist* che svolgono un lavoro più di ricerca. Questa precarietà economica ci rende più vulnerabili, e più espost* nelle relazioni professionali.
Uno dei temi che è sul tavolo riguarda proprio i rapporti di potere: esistono rapporti di lavoro simmetrici all’interno del variegato mondo della produzione culturale teatrale? Sono simmetrici i rapporti tra curatori/trici e artist*? Tra programmatori/trici e artist*? Tra programmatori/trici e critic*? Quelli tra artist* e critic*? Quelli tra regist* e performers, danzatori, danzatrici?
O potremmo dire altrimenti: chi è sistemicamente fragile? Chi è ricattabile? Chi può dirsi liber* da legami di potere che condizionano la libertà con cui si prende parola nella sfera pubblica?
I toni con cui si omaggia “è un grande artista”, e in virtù dei quali si giustifica Fabre – appellandosi a un generico garantismo – ripropongono la figura patriarcale dell’artista-genio: ci sembra un discorso obsoleto, conservatore e fuori dal tempo. Vorremmo smontare un argomento insidioso, e rompere la retorica secondo cui porre il problema equivale a fare censura. L’unica censura è quella che omette la violenza, che non riconosce le parole dei soggetti che la violenza la subiscono e la denunciano. La questione non è valutare le opere, ma valutare le pratiche e le forme di relazione. Il problema non è de Sade che descrive atti sessuali violenti o i film di Annie Sprinkle o di Bruce La Bruce dove si scopa. Noi non censuriamo, mettiamo i nostri corpi in scena, parliamo di sessualità e desiderio, mettiamo in discussione i binarismi m/f, ci esponiamo con tutta la pelle. La questione non è la censura, la questione è cancellare dal discorso le pratiche e gli atti ritualizzati della violenza, dati per acquisiti e irrinunciabili. È davvero necessario fare violenza per creare? Davvero non si possono creare lavori di qualità altrimenti? Ci sembra solo un modo per romanticizzare la violenza. La qualifica di artista non può essere un sigillo di privilegio, non può autorizzare a pratiche di potere in cambio della qualità del prodotto: è tempo di aprire un discorso su come il privilegio si produce e si riproduce anche nelle pratiche culturali.
I discorsi che si agitano attorno alla questione-Fabre ci riguardano perchè parlano di economie, rapporti di potere, sistemi produttivi, rappresentazioni egemoniche, modalità e ambiguità del lavoro artistico.
È forse curioso osservare come sulla questione Fabre si sentano particolarmente chiamati in causa i critici teatrali – maschi, bianchi, cis: è un caso? Perchè empatizzano più con Fabre che con chi denuncia? Far traballare collettivamente l'autorità patriarcale potrebbe (dovrebbe) essere riconosciuta come pratica, se non liberatoria, quantomeno di attrito e riscatto dalla maschilità tossica, per tutt*. E invece no. Chiedersi perchè è allo stesso tempo domanda retorica e invito ad affacciarsi con sguardo sistemico al panorama culturale italiano nel quale siamo inserit*.
L’arte – la pratiche artistiche, il fare culturale – per noi non è uno spazio neutro nè innocente. Non è una zona di privilegio nè di eccezionalità: è fatto di precarietà, lavoro non pagato, egemonie politiche e culturali, relazioni asimmetriche, di modalità competitive, verticiste, patriarcali, narcisiste ed eteronormate. Non è separato dal mondo, ma interconnesso. È dunque per noi uno spazio anche di conflitto, dove mettere in discussione l’esistente e tentare altro. Come artist* donne*/queer/trans/frocie/lesbiche/non binari*/…. conosciamo benissimo la violenza – sottile o esplicita – che si esercita sui nostri corpi, dentro e fuori gli spazi artistici, e anche sulle nostre parole quando prendiamo parola, silenziandoci. Non c’è bisogno di arrivare a una sentenza di tribunale e non invochiamo azioni giustizialiste: il richiamo al garantismo è dunque fuori luogo, perchè ciò che vogliamo segnalare è l’intreccio delle relazioni sociali, la maschilità tossica, la costruzione di subalternità, la violenza che nutre la famiglia e le relazioni tra sessi. Non accettiamo lezioni su quello che accade sui nostri corpi, non accettiamo di assistere al silenziamento e all’invisibilizzazione, diretta e indiretta, di chi sceglie di denunciare la violenza. Vogliamo scoperchiare quei meccanismi sistemici che continuano, indisturbati, ad alimentare le tecniche della violenza, della precarietà, della tossicità. Vi invitiamo a mettervi in ascolto. Altrimenti spostatevi.



Cristina Rizzo / Leonardo Delogu / Chiara Bersani / Valerio Sirna / Ilenia Caleo / Silvia Calderoni / Giorgia Ohanesian Nardin / Dalila D’Amico / Tania Garribba / Eva Geatti / Marco D’Agostin / F. De Isabella / Mara Oscar Cassiani / Daniela Nicolò / Enrico Casagrande/ Silvia Albanese / Sara Leghissa / Silvia Gallerano / Max Simonetto / Maddalena Fragnito / Martina Ruggeri / Erika Z.Galli / Marina Donatone / Laura Gemini/ Marta Ciappina.
e (in via d'aggiornamento)
Annamaria Ajmone / Roberta Da Soller / Stefania Prandi / Fabio Acca / Barbara Boninsegna / Attilio Nicoli Cristiani / Virginia Somadossi / Paolo Vanoli / Laura Verga / Mariagiulia Serantoni / Francesca Romana Di Santo / Paola Stella Minni / Giulia Traversi / Stefano Tomassini / Gaia Grosso / Sonia Bettucci / Marta Cuscunà / Stefania Alos Pedretti / Antonella Questa / Paola Bianchi / Andrea D’Arsiè / Beatrice Boschiero / Costanza Nani / Luisa Merloni / Federica Timeto / Umberto Zanette / Marzia Avallone / Mauro Danesi / Marco Mazzoni / Giacomo Arrigoni Gilabert / Chiara Caimmi / Massimo Carozzi / Clara De Pin / Anna Basti / Francesca Coin / Cinzia Spanò / Lisa Gilardino / Alessandro Sciarroni / Francesco Tola / Yari Stilo / Claudia Borgia / Robert Floor / Gaia Ginevra Giorgi / Giovanni Ghidellini / Chiara Palumbo / Gerardo Lamattina / Francesca Corona / Marta Zannoner / PierGiuseppe di Tanno / Fabrizio Modonese Palumbo / Martina Corsi / Daniele Ninarello / Ariela Maggi / Giulia Manili / Ottavia Perrone / Enrico Gullo / Benedetta Cappon / Margherita Manwant Scarano Apolito / Anna Consolati / Flavia Zaganelli / Salvo Lombardo / Marco Baldari / Maziar Firouzi / Ilaria Mancia / Giulia Paoli / Cristina Parisi / Melissa Melpignano Sophora Riff / Aida Talliente / Giulia Manili / Marco Intraia / Alex Paniz / Alessia de Francesco / Maristella Tanzi / Roberta Colacino / Martina Franziska Bacher / Martina Saulle / Gianmaria Borzillo / Giovanni Boccia Artieri / Daniele Drago / Laura Gemini / Lucia Violetta Gasti / Martina Delprete / Est Coulon / Silvia Gribaudi / Jenny Viola / Martina Rota / Giovanfrancesco Giannini / Camilla Pin Montagna / Daria Greco / Martina Delprete / Anna Grigiante / Serena Olcuire / Lucia Mauri / Francesca Morello RYF / Giulia Pizzimenti / Federica Giardini / Matteo Rinaldini / Michael Scerbo / Silvia Garbuggino / Gabriele Valerio / Silvia Mazzavillani / Giuseppe Vincent Garbuggino / Matilde Neri / Paola Lai / Sara Sguotti / Valentina Acca / Francesca Puopolo / Annalisa Sacchi / Susanna La Polla De Giovanni / Angela Burico / Alessandra D’elia / Anna Serlenga / Ornella Luppi / Marco Rogante / Alessandra Grieco / Michela Rosa / Camilla Monga / Giulia Guiducci / Federica Rocchi / Donatella Ventimiglia / Agata Tomsic / Davide Sacco / Irene Rossi / Marco Rossi / Fabrizio Cassanelli / Valentina Medda / Eva Neklyaeva / Paola Lai / Anita Bartolini / Valentina Sechi / Tony Allotta / Marta Gilmore / Armando Iovino / Marinella Melegari / Luce Santambrogio / Valentina Zappa / Leonardo Schifino / Tiziana De Stefano / Elettra Stamboulis / Natasha Buono / Marta Olivieri / Elio Bon / Francesca Mazza / Elena Sgarbossa / Simona Brighetti / Loup Des Steppes / Luca Brinchi / Charlie G Fennel / Mariarosa Lamanna / Elisa Pol / Giulia Fasola / Rossi Roberta / Valerie Tameu / Giulia Zulian / Domenico Ingenito / Silvia Leone / Monica Faggiani / Alessandra Calì / Alessandra Falca / Emiliano Dominici / Jacopo Jenna / Giuseppe Maria Martino / Fabio Novembrini / Bruno Camargo / Annalisa Macagnino / Francesca Pennini / Olimpia Russo / Silvia Gussoni / Silvia Torri / Elisa Bartolucci / Giorgio Andriani / Francesca Giuliani/ Donatella Cabras / Chiara Taviani / Luca Rigon / Babs M. / Paola Granato/ Francesca Foscarini / Cesare Benedetti / Alessandra Saviotti /Isabella Macchi / Giselda Ranieri / Greta Senzagarbo / Alanis Smithee / Giulia Mereghetti / Rosita Mariani / Roberta Secchi / Carla Catena / Valentina Carlone / Reisa Perchta / Domenico Morabito / Diana Damiani / Jean-Francois Mathieu / Alice Diacono / Alessandra Carchedi / Emiliano Minoccheri / Etta Politico / Candida Ventura / Milena Costanzo / Camilla Monga / Matteo Svolacchia / Gilvia Rollo / Claudia Pretto / Serena Soccio / Andrea Giuliano / Lucia Oliva / Emanuela Dececco / Laura Dondoli / Alessandra Frisan / Claudio Deli Santarelli / Rosita Mariani / Lucio Mattioli / Anna Resta / Maria Elena Curzi / Francesco Michele Laterza / Marta Di Maio / Fabio Maltoni / Futura Titta Ferrante / Andrea Pizzalis / Andrea Perini / Veronica Cruciani / Dania Grechi / Atea Gjergjevica / Irene D'Alò / Anna Campanini / Enrico Corte / Ludovica Campione / Eros Martignon / Cristiana Camba / Elisa Bortolussi / Rooy Charlie Lana / Barbara Bordoni / Dan Lele / Sara Pollice / Cristina Abati / Tania Letizia Gobbet / Francesca Ven / Tamara Balducci / Paola Giglio / Enrico Marconi / Siro Guglielmi / Cinzia Marconi / Elisa Brandi / Fabio Biondi / Gerarda Ventura / Giulia Rota / Ginevra Panzetti / Lorenza Accardo / Riccardo Fazi (Muta Imago) / Claudia Sorace (Muta Imago) / Roberto Starace / Giulia Parolin / Daniele Spanò / Francesca Lombardo / Irene Russolillo / Michael Brand / Teresa Masini / Loredana Canditore / Serena Guarracino / Libera Voler / Chiara Pauluzzi / Davide Tagliavini / Emanuela Fiorletta / Fiorenza Menni / Arianna Pozzoli / Barbara Novati / Carlotta Garlanda / Arianna Ari Maari Anna / Percy Bertolini / Rita De Donato / Francesca Staasch / Roberta Sireno / Dario Moroldo / Nicoletta Oscuro / Martina Tiberti / Matteo Angius / Martina Vivarelli / Sara Parziani / Federica Sposato / Benedetta Buttarelli / Anna Stoppa / Guido Sciarroni / Alessandra de Santis / Elena Martello / Goya Does Kali Yuga / Federica Chiara Serpe / Federico Costanzo / Daria Dacunto / Francesca Mazzoni / Rebecca Cantini Mormile / Claudia Veronesi / Marta Conte / Carolina Balucani / Arianna Lodeserto / Maria Pecchioli / Giorgia Morselli / Stefania Manca / Valentina Del Bò / Beatrice Busi / rho / Gaia Germanà / Giacomo Curti / Eleonora Marzani / Massimo Conti / Lilith Primavera / Fabio Tagliaferri / Matilde Vigna / Jacopo Natoll / Federica Santoro / Chiara Colasurdo / Annalisa Cannito / Daniele Timpano / Marla Francis / Paola Corsi / Nusha Ghironi / Elsa Finardi / Gianluca Bottoni / Paolo Brancalion / Francesca Innocenzi / Alberto Spagnolo/ Emanuele Braga / Emma Saba/ Pasquale Polidori / Livia Torchio / Carolina Cappelli / Fabrizio Zucca / Rossella Letizia / Claudia Melica / Maria Pecchioli / Lisa Mirtillo / Antonio Carallo / Caterina Acampora/ Veronica Pinna / Eleonora Costanza / Beatrice Bresolin / Giacomo Citton / Camilla Chiozza / Marco Guerrera / Malombra / Sara Pischedda / Giulia Bicchielli / Francesca Manetta / Francesca Cortoni / Athena / Alessandra Faienza / Simonetta Ottone / Antonino Pirillo / Antonietta Dicorato / Chiara Gallerani / Angela Fumarola/ Francesca Tonelli / Danila Blasi / Antonino Pirillo / Valentina Marini / Francesca Giuliani / Elisa Coco / Magda Pohl-Tontini / Ale Cocco / Enrico Giamminola / Jacopo Miliani / Marta Federici / Daria Gatti / Emanuela Pulcini / Daniela Pagani / Vanessa Depetris / Alice Vero / Maria Caterina Frani / Sofia Magnani / Chiara Belardi / Chiara Frigo / Sabrina Bellenzier / Erica Meucci / Alessandro Chiappe / Coqosh de Coqosh / Lucia Fontanelli / Chiara Lucisano / Ilaria Drago / Elisa Turco Liveri / Valeria Foti / Teresa Cecchi / Alessandro Carboni / Magda Mantovani / Pietro Di Bari /Teresa Sala / Andrea Sassoli / 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Version française Lettre ouverte: «Que personne ne touche au Phallus/Fabre. Quelques notes sur la violence, le sexisme et le travail artistique»

Quelques notes pour contextualiser :
Il Campo Innocente est un groupe d'artistes/personnes travaillant dans le domaine de l'art, basé.e.s en Italie, et qui abordent des questions/points de friction/discussions autour des thèmes de la violence, du sexisme et de la précarité dans le paysage culturel italien.

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En septembre 2018, le chorégraphe Jan Fabre a été accusé publiquement par 20 anciens performers, acteur.ice.s et collaborateur.ice.s de Troubleyn (la compagnie de Fabre) de chantage et de violence débouchant souvent sur des abus sexuels, du harcèlement et beaucoup d'autres dynamiques violentes, principalement à l'encontre de femmes.
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Dans beaucoup de pays européens, cet évènement a fait naître des débats sur le système de production artistique dans son ensemble et sur le sexisme qui circule en son sein.

En Italie, par contre, le travail de Fabre a non seulement été financé, mais on l'a fait tourner et on lui a également rendu hommage en décernant un prix UBU (l'un des prix les plus prestigieux du pays dans le domaine de l'art) à l'acteur principal de l'un de ses spectacles.
Voici ce que nous avons à dire à ce sujet.

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En espérant que 2020 sera l'année où les sujets jusqu'ici passés sous silence susciteront des débats et des actions collectives, le Campo Innocente vous souhaite de bonnes vacances

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Lettre ouverte: «Que personne ne touche au Phallus/Fabre.

Quelques notes sur la violence, le sexisme et le travail artistique»
L’art n’est pas un domaine innocent.
En septembre 2018, le chorégraphe Jan Fabre a été accusé publiquement par 20 de ses ex-collaborateur.ice.s de la Compagnie Troubleyn d’exercer du chantage et d’avoir un comportement violent, avec différents degrés d’intensité, qui a débouché plus d’une fois sur des abus sexuels, du harcèlement et des mécanismes de chantage, toujours adressés à des femmes. En Belgique, pays qui finance largement la recherche et les arts vivants, un débat s’est ouvert, concernant entre autres le système productif dans son ensemble et le sexisme diffus. En Italie, en revanche, on a profité de l’occasion – malgré la situation difficile dans laquelle se trouve le monde artistique – pour produire Fabre, le faire tourner, et enfin lui rendre hommage en décernant un prix UBU au protagoniste de l’un de ses spectacles (sans mettre en doute le mérite de l’acteur, nous faisons remarquer qu’il aurait été possible de le récompenser pour d’autres spectacles qui l’ont vu sur scène cette année). Plusieurs critiques de théâtre (des hommes blancs et cisgenres) se sont évertués à défendre le chorégraphe a priori et à expliquer, avec une certaine agressivité, que qui soulève la question adopte un comportement qui relève de la censure.
En Belgique, les danseur.euse.s et performers qui ont décidé de dénoncer l’ont fait en construisant un parcours collectif, qui n’a pas fait du cas de Troubleyn une exception, mais a mis en lien le harcèlement sexuel avec les bas salaires, avec le sexisme et avec l’abus de pouvoir dans les lieux de production. Une approche systémique que nous partageons.
En tant que performers, travailleur.euse.s et artistes positionnés politiquement, nous trouvons intéressant de prendre la parole sur cette affaire pour aborder différentes questions qui sont fondamentales pour notre façon d’agir et notre système de relations. En Italie, l’absence de protection sociale pour les travailleur.euse.s du spectacle aggrave une situation toujours plus difficile, au sein de laquelle les financement des festivals, des théâtres, des compagnies et des artistes qui effectuent plutôt un travail de recherche sont sans cesse réduits. Cette précarité économique nous rend plus vulnérables et plus exposé.e.s dans nos relations professionnelles. L’un des thèmes qui sont sur la table concerne précisément les rapports de pouvoir : existe-t-il des relations de travail symétriques au sein du monde diversifié de la production culturelle et théâtrale ? Les relations entre les directeur.ice.s artistiques et les artistes sont-elles symétriques ? Et celles entre programmateur.ice.s et artistes ? Entre programmateur.ice.s et critiques ? Entre artistes et critiques ? Entre metteur.euse.s en scène et performers, danseurs, danseuses ?

Ou, pour le dire autrement : qui est fragile sur le plan systémique ? Qui est susceptible d’être exposé au chantage ? Qui peut se dire libre des liens de pouvoir qui conditionnent la liberté de prendre la parole dans la sphère publique ?
Le ton avec lequel on s’écrie « c’est un grand artiste », et en vertu de quoi on justifie Fabre – tout en invoquant un principe de défense générique des libertés – est une façon de perpétuer la figure patriarcale de l’artiste-génie : nous jugeons ce discours obsolète, conservateur et hors du temps. Nous souhaitons démanteler un argument insidieux, et abattre la rhétorique selon laquelle poser le problème équivaut à exercer une censure. La seule censure qui soit est celle qui omet la violence, qui n’accorde pas de légitimité aux paroles des personnes qui subissent la violence et la dénoncent. La question n’est pas de discuter la qualité d’une œuvre, mais de discuter des pratiques et des formes de relations. Le problème, ce n’est pas Sade qui décrit des actes sexuels violents ou les films d’Annie Sprinkle ou de Bruce La Bruce dans lesquels les gens baisent. Nous ne pratiquons pas la censure, nous mettons en scène nos corps, nous parlons de sexualité et de désir, nous mettons en discussion les binarismes m/f, nous nous exposons tout entier-ère-s. La question n’est pas la censure, la question est d’effacer du discours les pratiques et les gestes ritualisés de la violence, tenus pour acquis et incontournables. Est-il vraiment nécessaire d’exercer de la violence pour créer ? Il n’est vraiment pas possible de créer des œuvres de qualité autrement ? Il nous semble qu’il s’agit seulement d’un moyen d’idéaliser la violence. Le statut d’artiste ne peut être le sceau du privilège, il ne peut autoriser des pratiques de pouvoir sous prétexte de servir la qualité du produit : il est temps de nous demander ensemble comment se produit le privilège et comment il se reproduit aussi dans les pratiques culturelles.
Les débats qui se développent autour de la question-Fabre nous regardent parce qu’ils parlent d’économie, de rapports de pouvoir, de systèmes de production, de représentations hégémoniques, des modalités et des ambiguïtés du travail artistique.

On peut trouver curieux la manière dont les critiques de théâtre se sentent particulièrement mis en cause par la question-Fabre – des critiques hommes, blancs et cis : est-ce un hasard ? Peut-être parce qu’ils éprouvent plus d’empathie pour Fabre que pour celles/ceux qui le dénoncent ? Faire vaciller collectivement l’autorité patriarcale pourrait (devrait) être salué, sinon comme une pratique libératrice, du moins comme un acte de résistance et de revanche face à la masculinité toxique, pour toutes/tous. Mais ce n’est pas le cas. Se demander pourquoi est à la fois une question rhétorique et une invitation à porter un regard systémique sur le panorama culturel italien dans lequel nous évoluons.
L’art – la pratique artistique, les modalités d’action culturelles – n’est pas pour nous un domaine neutre, ni innocent. Ce n’est ni un espace de privilège, ni une zone d’exception : il est fait de précarité, de travail non rémunéré, d’hégémonies politiques et culturelles, de relations asymétriques, de modalités compétitives, verticales, patriarcales, narcissiques et hétéronormées. Il n’est pas séparé du monde, il y est intimement lié. Il est donc également, à nos yeux, un espace de conflit, où il convient de mettre en discussion l’état actuel des choses et essayer de faire autrement. En tant qu’artistes femmes/queer/trans/pédés/gouines/non binaires/…, nous connaissons très bien la violence – subtile ou explicite – qui s’exerce sur nos corps, au sein des espaces artistiques et en dehors, tout comme sur nos propos lorsque nous prenons la parole, nous réduisant au silence. Il n’y a pas besoin d’arriver à une sentence de tribunal, et nous ne réclamons pas d’actions de type exclusivement judiciaire : l’appel au principe de défense des libertés est donc inapproprié, car ce que nous voulons signaler est l’entrelacement des relations sociales, de la masculinité toxique, de la construction de la subalternité, et de la violence qui nourrit la famille et la relation entre les sexes. Nous n’acceptons pas de leçons sur ce que nos propres corps endurent, nous n’acceptons pas d’assister à la mise sous silence et à l’invisibilisation, directe et indirecte, de qui choisit de dénoncer la violence. Nous voulons déboulonner ces mécanismes systémiques qui continuent, sans encombre, à alimenter les techniques de la violence, de la précarité, de la toxicité. Nous vous invitons à vous mettre à l’écoute. Sinon, écartez-vous.
Cristina Rizzo / Leonardo Delogu / Chiara Bersani / Valerio Sirna / Ilenia Caleo / Silvia Calderoni / Giorgia Ohanesian Nardin / Dalila D’Amico / Tania Garribba / Eva Geatti / Marco D’Agostin / F. De Isabella / Mara Oscar Cassiani / Daniela Nicolò / Enrico Casagrande/ Silvia Albanese / Sara Leghissa / Silvia Gallerano / Max Simonetto / Maddalena Fragnito / Martina Ruggeri / Erika Z.Galli / Marina Donatone / Laura Gemini/ Marta Ciappina
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Annamaria Ajmone / Roberta Da Soller / Stefania Prandi / Fabio Acca / Barbara Boninsegna / Attilio Nicoli Cristiani / Virginia Somadossi / Paolo Vanoli / Laura Verga / Mariagiulia Serantoni / Francesca Romana Di Santo / Paola Stella Minni / Giulia Traversi / Stefano Tomassini / Gaia Grosso / Sonia Bettucci / Marta Cuscunà / Stefania Alos Pedretti / Antonella Questa / Paola Bianchi / Andrea D’Arsiè / Beatrice Boschiero / Costanza Nani / Luisa Merloni / Federica Timeto / Umberto Zanette / Marzia Avallone / Mauro Danesi / Marco Mazzoni / Giacomo Arrigoni Gilabert / Chiara Caimmi / Massimo Carozzi / Clara De Pin / Anna Basti / Francesca Coin / Cinzia Spanò / Lisa Gilardino / Alessandro Sciarroni / Francesco Tola / Yari Stilo / Claudia Borgia / Robert Floor / Gaia Ginevra Giorgi / Giovanni Ghidellini / Chiara Palumbo / Gerardo Lamattina / Francesca Corona / Marta Zannoner / PierGiuseppe di Tanno / Fabrizio Modonese Palumbo / Martina Corsi / Daniele Ninarello / Ariela Maggi / Giulia Manili / Ottavia Perrone / Enrico Gullo / Benedetta Cappon / Margherita Manwant Scarano Apolito / Anna Consolati / Flavia Zaganelli / Salvo Lombardo / Marco Baldari / Maziar Firouzi / Ilaria Mancia / Giulia Paoli / Cristina Parisi / Melissa Melpignano Sophora Riff / Aida Talliente / Giulia Manili / Marco Intraia / Alex Paniz / Alessia de Francesco / Maristella Tanzi / Roberta Colacino / Martina Franziska Bacher / Martina Saulle / Gianmaria Borzillo / Giovanni Boccia Artieri / Daniele Drago / Laura Gemini / Lucia Violetta Gasti / Martina Delprete / Est Coulon / Silvia Gribaudi / Jenny Viola / Martina Rota / Giovanfrancesco Giannini / Camilla Pin Montagna / Daria Greco / Martina Delprete / Anna Grigiante / Serena Olcuire / Lucia Mauri / Francesca Morello RYF / Giulia Pizzimenti / Federica Giardini / Matteo Rinaldini / Michael Scerbo / Silvia Garbuggino / Gabriele Valerio / Silvia Mazzavillani / Giuseppe Vincent Garbuggino / Matilde Neri / Paola Lai / Sara Sguotti / Valentina Acca / Francesca Puopolo / Annalisa Sacchi / Susanna La Polla De Giovanni / Angela Burico / Alessandra D’elia / Anna Serlenga / Ornella Luppi / Marco Rogante / Alessandra Grieco / Michela Rosa / Camilla Monga / Giulia Guiducci / Federica Rocchi / Donatella Ventimiglia / Agata Tomsic / Davide Sacco / Irene Rossi / Marco Rossi / Fabrizio Cassanelli / Valentina Medda / Eva Neklyaeva / Paola Lai / Anita Bartolini / Valentina Sechi / Tony Allotta / Marta Gilmore / Armando Iovino / Marinella Melegari / Luce Santambrogio / Valentina Zappa / Leonardo Schifino / Tiziana De Stefano / Elettra Stamboulis / Natasha Buono / Marta Olivieri / Elio Bon / Francesca Mazza / Elena Sgarbossa / Simona Brighetti / Loup Des Steppes / Luca Brinchi / Charlie G Fennel / Mariarosa Lamanna / Elisa Pol / Giulia Fasola / Rossi Roberta / Valerie Tameu / Giulia Zulian / Domenico Ingenito / Silvia Leone / Monica Faggiani / Alessandra Calì / Alessandra Falca / Emiliano Dominici / Jacopo Jenna / Giuseppe Maria Martino / Fabio Novembrini / Bruno Camargo / Annalisa Macagnino / Francesca Pennini / Olimpia Russo / Silvia Gussoni / Silvia Torri / Elisa Bartolucci / Giorgio Andriani / Francesca Giuliani/ Donatella Cabras / Chiara Taviani / Luca Rigon / Babs M. / Paola Granato/ Francesca Foscarini / Cesare Benedetti / Alessandra Saviotti /Isabella Macchi / Giselda Ranieri / Greta Senzagarbo / Alanis Smithee / Giulia Mereghetti / Rosita Mariani / Roberta Secchi / Carla Catena / Valentina Carlone / Reisa Perchta / Domenico Morabito / Diana Damiani / Jean-Francois Mathieu / Alice Diacono / Alessandra Carchedi / Emiliano Minoccheri / Etta Politico / Candida Ventura / Milena Costanzo / Camilla Monga / Matteo Svolacchia / Gilvia Rollo / Claudia Pretto / Serena Soccio / Andrea Giuliano / Lucia Oliva / Emanuela Dececco / Laura Dondoli / Alessandra Frisan / Claudio Deli Santarelli / Rosita Mariani / Lucio Mattioli / Anna Resta / Maria Elena Curzi / Francesco Michele Laterza / Marta Di Maio / Fabio Maltoni / Futura Titta Ferrante / 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Mottes / Roberta Pinzauti / Simone Romanò / Fulvia Fulgida Roggero / Fiamma Lolli - traduttrice editoriale / Isadora Pei / Viola Lo Moro / Monique Laurent / RI Laben / Anna Gesualdi (TeatrInGestAzione) / Luca Camilletti / Nadia Pedot / Andrea Iacoponi / Gaetano Ventriglia / Claudia Rossini / Fabiana Mercadante / Mark Russell / Arkadi Zaides / Aristide Rontini/ Eva Allenbach/Valentina Barbarini/

Enrica Mongelli /Federica Bognetti/ Lia Courrier/ Chiara Andreoni/ Marco Ubaldi / Massimiliano Rassu/ Simona Diacci/ Giulia Macrì/ Dario Lo Cicero /
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Open letter ENG Version : "The untouchable Phallus/Fabre.” A few notes on violence, sexism and labour in the arts.

a few notes for context:
Il Campo Innocente is made of a group of artists/art workers based in Italy, raising questions/frictions/discourse around themes of violence, sexism and precariousness in the Italian cultural landscape.

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In September 2018, choreographer Jan Fabre was publicly accused by 20 of former Troubleyn (Fabre's Company) performers, actors and collaborators of blackmail and violence, often resulting in sexual abuse, harassment and many other violent dynamics, mainly addressed to womxn.
In many European countries, this event resulted in the opening of discussions around the system of artistic production more in general, and the circulating sexism within it.

In Italy, instead, Fabre's work was not only funded, but toured and ultimately praised by awarding a UBU Prize (one of the most prestigious art awards in the country) to one of the main actors of one of his works.

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Here is what we have to say about it. 💞
With hope that 2020 is the year in which silenced matters become collective discourse and action, Il Campo Innocente wishes you happi holidais 
🌸share/repost if you wish to – to sign please comment with your name and we will add you to the list!🌸
Open letter: "The untouchable Phallus/Fabre.”

A few notes on violence, sexism and labour in the arts.
Art is not an innocent field.
In September 2018, choreographer Jan Fabre was publicly accused by 20 of former Troubleyn (Fabre's Company) performers, actors and collaborators of blackmail and violence, often resulting in sexual abuse, harassment and many other violent dynamics, mainly addressed to womxn.

In Belgium, a country known for widely funding artistic research and live arts, these testimonies have led to the opening of discussions around the system of artistic production more in general, and the circulating sexism within it.
In Italy, instead, and in spite of the critical situation of the artistic field, the opportunity was taken to not only fund Fabre's work, but allow it to tour and ultimately praise him by awarding a UBU Prize (one of the most prestigious art awards in the country) to one of the main actors of one of his works (not discussing the merit of the actor, we note here that it would have been possible to reward him through other works in which he was featured this year). Several theatre critics (a majority of which is white, male, cisgender) have spent a great amount of energy defending the choreographer and accusing, not without aggressiveness, those who are raising the issue of assuming a position of censorship.

In Belgium, the ones who reported Fabre's violence have done so by building a collective path, portraying the case of Troubleyn not as an exception, but using it as a base to expose the relationship between sexual harassment and low wages, sexism and abuse of power in systems of production.

A systemic vision that we stand by.
As performers, art workers, activists*, we are also interested in articulating around this case to address some issues that mark our doing as well as systems that regulate relationships of labour.

Firstly, we are looking at the link between violence, sexism and work precariousness.
In Italy, the lack of welfare for performing arts workers worsens an increasingly difficult situation, where funds for festivals, theatres, companies and artists who do research-oriented work are being cut widely. This economic precariousness makes us more vulnerable, therefore more exposed in professional relationships.
Structures and relations of power are one of the main systemic issues we are wanting to look at: are there (can there be) symmetrical working relationships within the multifaceted landscape of cultural production? Are the relationships between curators and artists symmetrical? Between programmers and artists? Between programmers and critics? Artists and critics? Between directors and performers?
In other words: who is systemically fragile? And who is exempt from power relations that condition the space one takes up in the public sphere?

The language that is used in absolving Fabre on the basis of the fact that he is “a great artist” are evidently aiming to solidify the patriarchal figure of the “genius-artist”: this seems to us a dangerous, obsolete and conservative discourse, that should find no space.

We are also wanting to dismantle the argument for which suggesting that this discourse is problematic (to say the least) is equivalent to censorship. The only censorship here is the one that is silencing violence, that chooses to not recognize the words of who has done the labour of exposing abuse. The focus is not on the evaluation of the art works, but on looking at the practices and dynamics that constitute the making.
We do not censor, we put our bodies on stage, we talk about sexuality and desire, we actively question the binaries, we expose ourselves with all our skin. The point is not censorship, the point is to dismantle violent behaviors and practices that have become ritualized, taken for granted and seemingly indispensable. Is it (really) necessary to be violent to create? Is it really not possible to create otherwise? This posture sounds to us like a romanticization of violence. The qualification of 'artist' cannot be a seal of privilege, it cannot authorize oppressive power dynamics in exchange for product quality: we need to open a discourse on how privilege is produced and reproduced in cultural practices.

The discourses circulating around the Fabre-case concern us because they are dealing with economies, power relations, productive systems, hegemonic representations, postures and ambiguities of labour in the arts.

It is perhaps curious to observe how the defensiveness around the Fabre-case has come mainly by white, cis male critics. Why do they empathize more with Fabre than with those who accuse him? Collectively shaking patriarchal authority could (should) be recognized as a practice, if not liberating, at least frictioning against toxic masculinity, for everyone. But no. Wondering why it's not is both a rhetorical question and an invitation to take a systemic look at the Italian cultural landscape in which we are practicing.
Art, artistic practices, cultural making are not neutral nor innocent terrains.

It is neither a zone of privilege nor of exceptionality: it is made up of precariousness, unpaid work, political and cultural hegemonies, asymmetrical relations, competitive, vertical, patriarchal, narcissistic and heteronormative architectures. It is not separated from the world, but interconnected. It is therefore for us a space of conflict, where we can question the existing and try something else. As artists who are womxn/queer/trans/non-binary/faggots, we are very much acquainted with the violence – both subtle and explicit - that is exerted on our bodies, and on our words when we speak, in an attempt to silence us both inside and outside art spaces.
There is no need to reach a verdict here and we are not invoking justicialist actions: claiming guarantism is therefore out of place, because what we want to point out is the interweaving of social relations, toxic masculinity, the construction of subalternity, the violence that nourishes family and the relations between genders.
We do not accept to be lectured on what happens on our bodies, we do not accept to witness the silencing and invisibilization of those who choose to report violence.
We want to uncover those systemic mechanisms that continue, undisturbed, to feed techniques of violence, precariousness and toxicity. We are inviting you to listen. Otherwise, please move aside.

Cristina Rizzo / Leonardo Delogu / Chiara Bersani / Valerio Sirna / Ilenia Caleo / Silvia Calderoni / Giorgia Ohanesian Nardin / Dalila D’Amico / Tania Garribba / Eva Geatti / Marco D’Agostin / F. De Isabella / Mara Oscar Cassiani / Daniela Nicolò / Enrico Casagrande/ Silvia Albanese / Sara Leghissa / Silvia Gallerano / Max Simonetto / Maddalena Fragnito / Martina Ruggeri / Erika Z.Galli / Marina Donatone / Laura Gemini/ Marta Ciappina
and (list is being updated)
Annamaria Ajmone / Roberta Da Soller / Stefania Prandi / Fabio Acca / Barbara Boninsegna / Attilio Nicoli Cristiani / Virginia Somadossi / Paolo Vanoli / Laura Verga / Mariagiulia Serantoni / Francesca Romana Di Santo / Paola Stella Minni / Giulia Traversi / Stefano Tomassini / Gaia Grosso / Sonia Bettucci / Marta Cuscunà / Stefania Alos Pedretti / Antonella Questa / Paola Bianchi / Andrea D’Arsiè / Beatrice Boschiero / Costanza Nani / Luisa Merloni / Federica Timeto / Umberto Zanette / Marzia Avallone / Mauro Danesi / Marco Mazzoni / Giacomo Arrigoni Gilabert / Chiara Caimmi / Massimo Carozzi / Clara De Pin / Anna Basti / Francesca Coin / Cinzia Spanò / Lisa Gilardino / Alessandro Sciarroni / Francesco Tola / Yari Stilo / Claudia Borgia / Robert Floor / Gaia Ginevra Giorgi / Giovanni Ghidellini / Chiara Palumbo / Gerardo Lamattina / Francesca Corona / Marta Zannoner / PierGiuseppe di Tanno / Fabrizio Modonese Palumbo / Martina Corsi / Daniele Ninarello / Ariela Maggi / Giulia Manili / Ottavia Perrone / Enrico Gullo / Benedetta Cappon / Margherita Manwant Scarano Apolito / Anna Consolati / Flavia Zaganelli / Salvo Lombardo / Marco Baldari / Maziar Firouzi / Ilaria Mancia / Giulia Paoli / Cristina Parisi / Melissa Melpignano Sophora Riff / Aida Talliente / Giulia Manili / Marco Intraia / Alex Paniz / Alessia de Francesco / Maristella Tanzi / Roberta Colacino / Martina Franziska Bacher / Martina Saulle / Gianmaria Borzillo / Giovanni Boccia Artieri / Daniele Drago / Laura Gemini / Lucia Violetta Gasti / Martina Delprete / Est Coulon / Silvia Gribaudi / Jenny Viola / Martina Rota / Giovanfrancesco Giannini / Camilla Pin Montagna / Daria Greco / Martina Delprete / Anna Grigiante / Serena Olcuire / Lucia Mauri / Francesca Morello RYF / Giulia Pizzimenti / Federica Giardini / Matteo Rinaldini / Michael Scerbo / Silvia Garbuggino / Gabriele Valerio / Silvia Mazzavillani / Giuseppe Vincent Garbuggino / Matilde Neri / Paola Lai / Sara Sguotti / Valentina Acca / Francesca Puopolo / Annalisa Sacchi / Susanna La Polla De Giovanni / Angela Burico / Alessandra D’elia / Anna Serlenga / Ornella Luppi / Marco Rogante / Alessandra Grieco / Michela Rosa / Camilla Monga / Giulia Guiducci / Federica Rocchi / Donatella Ventimiglia / Agata Tomsic / Davide Sacco / Irene Rossi / Marco Rossi / Fabrizio Cassanelli / Valentina Medda / Eva Neklyaeva / Paola Lai / Anita Bartolini / Valentina Sechi / Tony Allotta / Marta Gilmore / Armando Iovino / Marinella Melegari / Luce Santambrogio / Valentina Zappa / Leonardo Schifino / Tiziana De Stefano / Elettra Stamboulis / Natasha Buono / Marta Olivieri / Elio Bon / Francesca Mazza / Elena Sgarbossa / Simona Brighetti / Loup Des Steppes / Luca Brinchi / Charlie G Fennel / Mariarosa Lamanna / Elisa Pol / Giulia Fasola / Rossi Roberta / Valerie Tameu / Giulia Zulian / Domenico Ingenito / Silvia Leone / Monica Faggiani / Alessandra Calì / Alessandra Falca / Emiliano Dominici / Jacopo Jenna / Giuseppe Maria Martino / Fabio Novembrini / Bruno Camargo / Annalisa Macagnino / Francesca Pennini / Olimpia Russo / Silvia Gussoni / Silvia Torri / Elisa Bartolucci / Giorgio Andriani / Francesca Giuliani/ Donatella Cabras / Chiara Taviani / Luca Rigon / Babs M. / Paola Granato/ Francesca Foscarini / Cesare Benedetti / Alessandra Saviotti /Isabella Macchi / Giselda Ranieri / Greta Senzagarbo / Alanis Smithee / Giulia Mereghetti / Rosita Mariani / Roberta Secchi / Carla Catena / Valentina Carlone / Reisa Perchta / Domenico Morabito / Diana Damiani / Jean-Francois Mathieu / Alice Diacono / Alessandra Carchedi / Emiliano Minoccheri / Etta Politico / Candida Ventura / Milena Costanzo / Camilla Monga / Matteo Svolacchia / Gilvia Rollo / Claudia Pretto / Serena Soccio / Andrea Giuliano / Lucia Oliva / Emanuela Dececco / Laura Dondoli / Alessandra Frisan / Claudio Deli Santarelli / Rosita Mariani / Lucio Mattioli / Anna Resta / Maria Elena Curzi / Francesco Michele Laterza / Marta Di Maio / Fabio Maltoni / Futura Titta Ferrante / Andrea Pizzalis / Andrea Perini / Veronica Cruciani / Dania Grechi / Atea Gjergjevica / Irene D'Alò / Anna Campanini / Enrico Corte / Ludovica Campione / Eros Martignon / Cristiana Camba / Elisa Bortolussi / Rooy Charlie Lana / Barbara Bordoni / Dan Lele / Sara Pollice / Cristina Abati / Tania Letizia Gobbet / Francesca Ven / Tamara Balducci / Paola Giglio / Enrico Marconi / Siro Guglielmi / Cinzia Marconi / Elisa Brandi / Fabio Biondi / Gerarda Ventura / Giulia Rota / Ginevra Panzetti / Lorenza Accardo / Riccardo Fazi (Muta Imago) / Claudia Sorace (Muta Imago) / Roberto Starace / Giulia Parolin / Daniele Spanò / Francesca Lombardo / Irene Russolillo / Michael Brand / Teresa Masini / Loredana Canditore / Serena Guarracino / Libera Voler / Chiara Pauluzzi / Davide Tagliavini / Emanuela Fiorletta / Fiorenza Menni / Arianna Pozzoli / Barbara Novati / Carlotta Garlanda / Arianna Ari Maari Anna / Percy Bertolini / Rita De Donato / Francesca Staasch / Roberta Sireno / Dario Moroldo / Nicoletta Oscuro / Martina Tiberti / Matteo Angius / Martina Vivarelli / Sara Parziani / Federica Sposato / Benedetta Buttarelli / Anna Stoppa / Guido Sciarroni / Alessandra de Santis / Elena Martello / Goya Does Kali Yuga / Federica Chiara Serpe / Federico Costanzo / Daria Dacunto / Francesca Mazzoni / Rebecca Cantini Mormile / Claudia Veronesi / Marta Conte / Carolina Balucani / Arianna Lodeserto / Maria Pecchioli / Giorgia Morselli / Stefania Manca / Valentina Del Bò / Beatrice Busi / rho / Gaia Germanà / Giacomo Curti / Eleonora Marzani / Massimo Conti / Lilith Primavera / Fabio Tagliaferri / Matilde Vigna / Jacopo Natoll / Federica Santoro / Chiara Colasurdo / Annalisa Cannito / Daniele Timpano / Marla Francis / Paola Corsi / Nusha Ghironi / Elsa Finardi / Gianluca Bottoni / Paolo Brancalion / Francesca Innocenzi / Alberto Spagnolo/ Emanuele Braga / Emma Saba/ Pasquale Polidori / Livia Torchio / Carolina Cappelli / Fabrizio Zucca / Rossella Letizia / Claudia Melica / Maria Pecchioli / Lisa Mirtillo / Antonio Carallo / Caterina Acampora/ Veronica Pinna / Eleonora Costanza / Beatrice Bresolin / Giacomo Citton / Camilla Chiozza / Marco Guerrera / Malombra / Sara Pischedda / Giulia Bicchielli / Francesca Manetta / Francesca Cortoni / Athena / Alessandra Faienza / Simonetta Ottone / Antonino Pirillo / Antonietta Dicorato / Chiara Gallerani / Angela Fumarola/ Francesca Tonelli / Danila Blasi / Antonino Pirillo / Valentina Marini / Francesca Giuliani / Elisa Coco / Magda Pohl-Tontini / Ale Cocco / Enrico Giamminola / Jacopo Miliani / Marta Federici / Daria Gatti / Emanuela Pulcini / Daniela Pagani / Vanessa Depetris / Alice Vero / Maria Caterina Frani / Sofia Magnani / Chiara Belardi / Chiara Frigo / Sabrina Bellenzier / Erica Meucci / Alessandro Chiappe / Coqosh de Coqosh / Lucia Fontanelli / Chiara Lucisano / Ilaria Drago / Elisa Turco Liveri / Valeria Foti / Teresa Cecchi / Alessandro Carboni / Magda Mantovani / Pietro Di Bari /Teresa Sala / Andrea Sassoli / Dania Carioli/ Mena Rusciano / Alessandra Festa / Francesca Saturnino / Giulia Vannozzi / Barbara Stimoli / Giorgio Pagani / Fabrizio Contri / Sara Podetti / Elena Dragonetti / Lisa Lendaro / Diana Lola D'Oltrevita / Laura Moro / Antonello Cassinotti / Valeria Sanguini / Talita Simone / Teodoro Bonci del Bene / Erica Bravini / Paolo Demitry / Selene D'Agostino / Alessandro Barbieri / Andrea Zardi / Vera Borghini / Carlo Serra / Alessio Cavallucci / Francesca Albanese / Silvia Jill Léa Curreli / Paolo Tonti / Cinzia Sità / Giulia Ferrato / Tommaso Mori / Paola Manfredi / Alessia Berardi / Silvia Luzzi / Elena D'agnolo / I-chen Zuffellato /Rocío Herrera / Liviana Angeloni / Chiara Murru / Silvia Antonielli / Flavia Passigli / Silvia Marti / Giulia Pastore / Ilaria Quaglia / Lau Svankmajer / Ludovica Andrenacci / Pau Palacios / Laura Belloni Franca Meliss / Nita Keat / Sara Paternesi / Monia Pavoni / Valeria Lembo / Roberto Paci Dalò / Edoardo Grieco / Giulia Angeloni / Enrico Ticconi / Ilaria Calamandrei / Marion Nugnes / Francesca Turrini / Casabona Marta / Rita Felic / Francesca Penzo / Caterina Simonelli / Federico Zappino / Guido Mannucci / Roberto Corradino / Laura Gazzani / Tommaso Rossi / Alessandro Pezzali / Margherita Giraldi / Biagio Luca Intorrella / Viviana Guadalupi / Lorenzo Conti / Barbara Carulli / Enrico Piergiacomi / Sara Capanna / Dario Villa (Teatro Periferico) / Debora Binju Binci / Nicole Guerzoni / Dada Lupe / Elisa Bianchini / Antonio di Castri / Riccardo Buscarini / Laura Boato / Francesca Antonino / Nicola Amato / Sara Marasso / Federica Terracina / Elisa Capucci / Valter Esposito / Tita Tummillo De Palo / Elena Salierno / Ana Miranda Shametaj / Simonetta Pusceddu / Paolo Tizianel / Aurelio Di Virgilio / Alessia Di Eugenio / Satu Herrala / Chelu Deiana / Ivan Fantoni / Martina Ciccioli / Morena Cecchetti / Marco Pozzoli / Aurelie Martin / Claudia Losi / Marica Mascoli / Sara Basta / Marinette Dozeville / Valentina Pagliarani / Carla Marazzato / Arianna Cavallo / Chiara Organtini / Antonella Zaccuri / Nhandan Chirco Rawan / Jacqueline Ricciardi Werlen / Sergio Giuseppe Scarlatella / Eleonora Briscoe / Egizia Franceschini / Ilaria Marcolin / Andrea Tdb Cramarossa / Maria Chiara Vitti / Marco Obino / Simona Malato / Fiona Amar Devta Sansone / Frabrizio Zanuccoli / Miriam Paschini / Rocco Ancarola / Antonio Ianniello / Francesca Cola / Gloria Dorliguzzo / Luca D'Arrigo / Chiara Chiavetta / Matteo Tagaste / Miryam Chilà / Camilla Soave / Vincenzo Tirelli / Gabriele Anzaldi / Elena Biserna / Emanuela Lava / Giulia Trivero / Elisa Giuliano / Giulia Maino / Marta Lovato / Marica Nicolai / Angelica Ceccato / Biagio Catalano Malcangio / Fabio Mangolini / Lara Russo / Giuditta de Concini / Erika Pellicci / Giulia Devel / Romina Pistone / Valeria Daniele / Theresa Maria Schlichtherle / Gabriele Modica / Raffaele Tori / Marta Lucchini / Aliza Veneziano / Chiara Cappelli / Francesca Savini / Francesco Brusa / Margherita Dotta / 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Appaià / Teresa Cavallo / May Renda / Michele Scappa / Sonia Antinori / Olga Canavesio / Enza Di Matteo / Ester Tatangelo / Roberto Latini / Fortunato Leccese / Michela Depetris / Marcella Campagnano / Lidia Campagnano / Padiy / Zoe Franca Lamattina / Alessandra Luberti / Fabio Bruschi / Shaila Chenet / Mariagloria Posani / Francesco Colaleo / Giulia Bean / Ilaria Jina Corsi / Ele Scope / Antonia Vitti / Giulia Di Guardo / Federica Rosin / Chiara Marolla / Simone Derai / Claudia D'Alonzo / Giorgia Cerruti / Clav Da / Giulia Tosi / Silvia Faresin / Mago Melino / Ilaria Coletti / Maria Federica Maestri / Simona Bertozzi / Eduardo Di Pietro / Sara Zannoni / Antonella Di Tillo / Erminia Di Santo / Deborea Ercoli / Stefano Pila / Massimo Marino / Elisa Rosso / Ada Somin / Daniel Dwerryhouse / Alessia Muntoni / Cristina G Hadley / Martina Tinnirello / Fabiana Mercadante / Anna Purna Nativo / Caterina Spadaro / Caterina Gueli / Marika Mottes / Roberta Pinzauti / Simone Romanò / Fulvia Fulgida Roggero / Fiamma Lolli - traduttrice editoriale / Isadora Pei / Viola Lo Moro / Monique Laurent / RI Laben / Anna Gesualdi (TeatrInGestAzione) / Luca Camilletti / Nadia Pedot / Andrea Iacoponi / Gaetano Ventriglia / Claudia Rossini / Fabiana Mercadante / Mark Russell / Arkadi Zaides / Aristide Rontini/ Eva Allenbach/Valentina Barbarini/

Enrica Mongelli /Federica Bognetti/ Lia Courrier/ Chiara Andreoni/ Marco Ubaldi / Massimiliano Rassu/ Simona Diacci/ Giulia Macrì/ Dario Lo Cicero /
Andrea Nanni /Meris Angioletti / Francesco De Grandi / Riccardo De Simone
/Cristiana Tramparulo/ Chiara Luchetti / Anto Selvaggia Magli /Giulia Palladini / Snejanka Mihaylova / Chelo Zopp/Nicola Toffolini/ Laura Simi/ Ondina Quadri//Gino Delia/ Dionisio Gavagnin/ Floida Skraqi/ Manuela de Angelis / Maria Giorgi/ Elena De Carolis